
Eddie Vedder West Coast Solo Tour
I concerti solisti di Eddie Vedder sono tutto quello che ti aspetteresti da lui, nel bene e nel male.
Intanto e' ancora la voce piu' bella del rock. E il modo in cui ti avvolge in queste esibizioni acustiche in teatri o spazi ristretti e' incredibile. Profonda, modulata, sembra alterata per quanto e' perfetta. Se qualcuno dovesse chiedermi cosa mi e' piaciuto di piu' di questi show la risposta sarebbe davvero la voce.
La setlist poi e' un insieme di tutto quello che gli si sarebbe voluto vedere suonare negli ultimi 15 anni. Le cover piu' ambite: 'Walking The Cow', 'Trouble', 'Forever Young', 'I Won't Back Down', 'Growin' Up', 'Millworker' la migliore di tutte. Tutti pezzi suonati in un modo o nell'altro all'interno della setlist nei concerti dei Pearl Jam, o che hanno preceduto il gruppo spalla, negli show del gruppo di Seattle.
Anche la piu' prevedibile 'You've Got To Hide Your Love Away' non e' mancata, o la deliziosa 'Picture In A Frame' eseguita a Milano nel 2006 per la prima volta, e la cui traduzione, 'Immagine In Cornice', ha dato il titolo al DVD tutto Italiano che ha fatto seguito all'ottimo tour di 'Avocado'.
Presenti le canzoni scritte per le colonne sonore di 'Dead Man Walking', 'Dead Man' appunto, e 'Man Of The Hour', il pezzo incluso nel film di Tim Burton 'Big Fish'.
La parte centrale dello show e' stata invece dedicata principalmente alle canzoni tratte dall'ultimo sforzo di EV, e anche il primo album solista, la colonna sonora di 'Into The Wild':'Guaranteed', 'No Ceiling', 'Far Behind', 'Rise', 'Setting Forth'.
3 Canzoni inedite, 'Goodbye', 'You're True', e la mia preferita 'Broken Hearted', seguite dalla countrieggiante 'Drifting', hanno preceduto la parte dello show dedicata invece alle cover che ha concluso il main set entrambe le serate.
Uno show quindi strutturato che mostra l'Eddie Vedder interprete in ugual misura al cantautore. E questo forse e' il punto piu' debole della serata, ovvero il dubbio che mi perseguitava da quando ho iniziato a chiedermi come sarebbe stato un suo show 'solista'.
EV non e' abbastanza maturo, come songwriter, per tenere sulle spalle uno show acustico composto principalmente da canzoni sue; o per lo meno non e' quello che ci ha presentato.
Per quanto mi siano piaciuti i concerti, che non mi sarei perso per quasi nulla al mondo, neanche per Bruce che suonava a 30 miglia, troppe cover hanno deviato la mia attenzione dalle composizioni del cantante dei Pearl Jam.
Ovviamente ci vuole anche una grandissima dose di umilta', coraggio e onesta', tutte doti che abbondano in Eddie Vedder che quindi e' solo da ammirare in tal senso.
E' stato bravo nell'alternarsi agli strumenti, evitando quindi una 'monotonia sonora' che e' il peggior errore che qualcuno puo' commettere in uno show acustico. Anche se avrei preferito qualche tonalita' aperta (si dice cosi ? open tuning ?) che dona spessore al sound della chitarra, ha spaziato sufficientemente tra l'acustica, il mandolino, il banjo, lo ukelele e l'elettrica per non 'suonare' troppo ripetitivo. In aggiunta, ha saputo intrattenere il pubblico con introduzioni e aneddoti vari e spesso divertenti, sfuggendo dall'immagine burbera dell'Eddie degli anni '90.
Le cose migliori sono state probabilmente le piu' inaspettate o alternative; 'Porch', 'Just Pulled Into Santa Cruz', composta il giorno stesso nella citta' Californiana, e l'intensissima 'ARC'. Insomma se la voce di Eddie e' bella, pensatela moltiplicata per 9, tante quante sono le sovrapposizioni fatte in tempo reale, e 'luppate', in questa canzone. Da brividi.
La finale 'Hard Sun', suonata con tanto di Liam Finn alla batteria, buono il suo set di apertura, e alla corista E.J., aiutati da basi pre-registrate che lo stesso Eddie fa partire da un player reel to reel presente sul palco, ci lascia quello che tornera' ad essere Eddie Vedder dopo questo piacevolissimo e coraggioso tour del 'pesce d'aprile'. Quello che canta in piedi, si dimena, balla, urla, suda, con i suoi compagni di sempre, i Pearl Jam.