Thursday, November 02, 2006

The Live Experience

Gli ultimi 2 mesi sono stati fenomenali. Mi sono divertito, un casino.
Andare ai concerti e’ un avvenimento bellissimo e con l’invecchiare, o l’esperienza, si apprezzano ancora di piu’. O almeno cosi succede a me.
Quando ‘vivi’ qualcosa di incredibile, lo capisci. Quando accade, l’entusiasmo rimane con te, per sempre.
Al contrario, purtroppo, quando si e’ abituati troppo bene, si fatica ad apprezzare una performance ‘nella norma’. E’ il prezzo da pagare ma che dispiacere vedere tutti intorno a te felici alla fine, quando tu non lo sei.
Con l’invecchiare si diventa anche sempre meno accondiscendenti. Si cresce, la vita si complica, in genere, e si tende a selezionare maggiormente.
Quello che mi sarebbe andato bene 10 anni fa, o anche solo 5, oggi non lo sopporto, e scelgo di conseguenza.
Si diventa anche strani, e vi faccio un esempio. Ho un amico Americano che piuttosto di sedersi oltre le prime 15 file non va ad un concerto. Ai miei occhi, fino a qualche anno fa, un pazzo. Oggi, anche se non sono cosi categorico (io ritengo accettabili anche i primi 2 settori di fianco al palco, ah), condivido pienamente. Idem per alcuni locali. Sara’ difficile che io rimetta piede in un club come il B.B.King’s a New York o che vada alla Meadowlands a vedere Bob Dylan. Prima o poi passera’ in un posto piu’ decente. Fondamentalmente ci sono concerti che non sono piu’ essenziali. Frasi come l’importante e’ esserci, oppure anche in piccionaia va bene, mi fanno rabbrividire. Ma ci sono passato anche io, eccome.
Se poi una volta l’arena mi sembrava essere la dimensione migliore per godersi un concerto, oggi tutto e’ cambiato ai miei occhi. Al di la del fatto che oltre a R.E.M., Pearl Jam, U2 e Bruce, faccio fatica ad immaginarmi dentro ad un palazzetto. E qui si arriva probabilmente al succo del discorso (mi sto auto-analizzando in corso d’opera). Non sopporto piu’ la ‘falsita’, il lassismo, la pigrizia, la ‘protezione’, la mancanza di spontaneita’, la distanza. E sto parlando degli artisti ovviamente. Bruce non prosegue il tour in USA perche’ i promoters non gli garantiscono il minimo, a quanto pare ancora molto alto, che richiede. Potrei fare altri esempi ma povero cristo, visto che e’ lui il principale oggetto del mio malcontento, lascio perdere. Il music business e’ un problema. Ognuno ha una tipologia di pubblico, si fanno studi demografici, di marketing, e poi arriva alla fine…..il prezzo del biglietto. E io pago. E se pago esigo. Altrimenti tu, che concedi interviste preaccordate di massimo 15 minuti perche’ non ho tempo e dici sempre le stesse cazzo di cose qualsiasi volta che apri la bocca in qualsiasi paese,….puoi andare a fare in culo.
A 33 anni mi sento sempre piu’ punk. Anche nelle scelte musicali. Quindi, dato che mi sono davvero divertito negli ultimi 2 mesi, lasciate che vi racconti brevemente dei concerti che ho visto.

I Pearl Jam sono una delle band piu’ oneste che, a pari popolarita’, abbiano mai calcato un palcoscenico. Sono attenti a tutto. Dalle facce dei fans, alle scalette, agli show che hanno gia’ suonato in quella citta’, e si dedicano alla propria musica. Ad un concerto dei PJ puo’ succedere di tutto, e questo basta. Milano, Milano, Milano. Perche’ al forum assisto sempre a dei concerti della madonna ??!! Il pubblico e’ speciale, il piu’ preparato, sempre, e dei 4 che ho visto di gran lunga lo show migliore. Uno dei migliori che abbia mai visto fare dai PJ a dire il vero. Un altro grande ricordo di quella settimana ? Eddie, il fan della musica, di quella dal vivo, e dei suoi Who, che canta, prima del concerto di Torino, di gran lunga il peggiore invece, ‘A Quick One’, dei suoi idoli Inglesi, con i My Morning Jacket.
I Pearl Jam sono punk, yes they are. Good.

You Am I. Gruppo Australiano, 150 persone in un piccolo club di Pavia. Idem, una settimana dopo, in un club di New York. E’ come vedere i PJ, o gli Who, in un club. Stessa passione, stessa spontaneita’, stesse mosse. Non copiate, ma comuni. Comuni com’e’ comune saltare mentre si suona, sputare mentre si canta, brandire la chitarra come fosse una spada. Niente stronzate, solo Rock and Roll. Il pubblico accenna qualche pogata, cosi fuori luogo,ma purtroppo praticata, ai concerti dei PJ, ma cosi adatta in questo caso. Pogo anche io.
Gli You Am I sono punk, yes they are. Good.

Social Distortion, padrini del punk Californiano, genitori dei Green Day. Mi sono lasciato scappare qualche possibilita’ di vederli negli ultimi anni (sapete com’e’, pioveva e c’era traffico per andare in citta’….vedi sopra…) ma non ora. Ottimo locale, lo Starland Ballroom di Sayerville, NJ, se non e’ stipato al limite (ma trovatemi un ottimo locale quando e’ stipato al limite), con ottima vista laterale. Qui pogano. E di brutto. Meglio dove sono io. E la gente si sfoga, partecipa al concerto, sembra si meni ma in realta’ si preoccupano l’uno dell’altro e che nessuno si faccia male. E questo e’ punk, di altri tempi anche. Bello, davvero.
I Social Distortion sono punk, ovviamente, yes they are. Good.

Sabato scorso mi sono svegliato in un hotel di Philadelphia. La sera prima ho assistito ad un concerto ‘speciale’ dei Marah. 60 persone a festeggiare l’arrivo imminente del primogenito del batterista. Mi aspettava lo stesso quella sera. I ragazzi erano felici di suonare, sono scesi tra il pubblico, si e’ fatto due chiacchiere, hanno sudato e dato tutto. Ci siamo anche incrociati per le strade di Philly. Ho mostrato orgoglioso il libro appena acquistato al mercatino, The Catcher in the Rye di J.D. Salinger, che mi avrebbe tenuto compagnia quel giorno nelle pause tra il girovagare per la citta’. Un classico, il primo libro che ho letto in Inglese tanti anni fa, quando capivo una pagina si e una no. Ho camminato su Christian Street, e poi East, dove "South Street falls into the sky…", tra i quartieri, poco raccomandabili, nei quali son cresciuti. E ad un tratto mi sono trovato a canticchiare a voce alta, solo in strada mentre il vento freddo si alzava e donne di colore si rinchiudevano in casa, “out of school I took a J-O-B, making buttons in a factory, thinking what has life got in for me, and I didn’t wanna know…I didn’t wanna know
I Marah sono punk, yes they are. Good.

No more bullshit. Questo e’ il messaggio. E adesso, Bruce, per favore, appena finisce la festa paesana, PRENDI IN MANO STA’ CAZZO DI CHITARRA ELETTRICA E LET IT ROCK!!!

Adesso vado, domani sera c’e’ Jesse Malin al minuscolo Living Room. Jesse e’ punk, yes he is, good. Anche acustico.

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