Sunday, March 12, 2006

An Irish Weekend Part Two : Hothouse Flowers














Hothouse Flowers, B.B.King Blues Club and Grill, NYC, March 4th, 2006

Quando si lascia il luogo del concerto con dei sentimenti contrastanti dopo una esibizione degli Hothouse Flowers non e' un buon segno. Cosa e' successo ? Il posto non era il adatto ? Il pubblico assuefatto ? La band non era in forma, o peggio non all'altezza ? Aime', un po' di tutto questo. Anche se il gruppo e' fondamentalmente sparito dalla mappa internazionale nel 1993 con un tour favoloso, nel corso degli anni successivi, anche se piu' sporadicamente, i Flowers, o Liam O'Maonlai (cantante e multistrumentista del gruppo), hanno saputo mantenere alta la qualita' delle performance dal vivo anche quando all'arrivo di musicisti dalle capacita' tecniche decisamente inferiori a quelle dei membri originali (che sono rimasti solamente 2 al momento) si e' dovuto per forza di cose ovviare con esibizioni piu' pacate ma non per questo meno sentite. Poco piu' di sei mesi fa l'assistere ad un concerto dei Flowers in un minuscolo locale nello stato di NY era stato motivo di molta gioia. Lungo, improvvisato, appassionato, spontaneo. Tutte carattestiche invariate a garanzia della riuscita di ogni concerto del gruppo Irlandese. Di per se ovviamente non bastano, ma Liam fortunatamente e' uno dei migliori performer che abbia mai visto e l'intesa con Fiachna O'Braonain, chitarrista e membro fondatore del gruppo, ottima. Cosa e' esattamente andato storto al BB King, dunque ? Una atmosfera fredda, da lounge bar/restaurant ideale per musicisti finiti e piu' adatta a Las Vegas che New York; una band sottotono che, comprensibilmente, ha in parte fallito nel coinvolgere il pur sempre difficile pubblico della grande mela; delle limitazioni tecniche apparse nella presentazione di alcuni brani storici, Hardsone City su tutti e quella sensazione che, per i motivi di cui sopra, la band non abbia piu' molto da offrire anche se i brani proposti dagli ultimi 2 dischi, e in particolare dall'ultimo, sono stati le cose migliori del concerto.
Le mie aspettative sono sempre molto alte; c'e' troppa buona musica al mondo e troppi musicisti capaci per essere altrimenti. In parte, quindi, potrebbe essere anche colpa mia se di colpa si tratta. I Flowers devono cambiare pelle e mi auguro che, nel duro mondo del business musicale, siano in grado di farlo. Altrimenti, e purtroppo, nell'occasione di un prossimo concerto per la prima volta avrei forse troppa paura per assistervi. Paura di un'altra delusione, e sono troppo affezionato a questi musicisti per poterla sopportare.

Biografia qui.
Contrariamente a quanto riportato anche Peter non suona piu' con la band dal 2004.

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