Ad essere un po' bastardo.....sono contento che Ryan Adams si sia fatto male al polso, skateboarding. Privato della possibilita' di suonare la chitarra si doveva inventare qualcosa e cosi e' stato. Il concerto a Kingston, NY, il primo vero e proprio parte di una manciata di shows prima della pubblicazione di Easy Tiger , e' stato una sorta di unplugged. Fucking A. ad essere sinceri.
Penso che anche prima dell'infortunio la band, arricchita per l'occasione al piano dal produttore Jamie Candiloro, o cosi mi sembra di capire, aveva gia' in previsione di suonare un set acustico. Tuttavia senza la possibilita' di lanciarsi nella parte elettrica, e quindi in varie eventuali jam, il concerto e' stato di una uniformita' e bellezza impressionanti. Senza contare la sicura aggiunta di alcuni brani che avrebbero subito un diverso trattamento con il volume a 1000.
Intanto la qualita' delle canzoni. 10 delle 18 suonate saranno su Easy Tiger. Una sorta di preview, insomma. E non oso pensare fan di Ryan Adams che non amera' questo disco. A dire il vero sono preoccupato di scoprirlo inferiore, rispetto alle versioni scarne e bellissime ascoltate l'altra sera.
Palco buio per quasi tutto il tempo, con una luce un po' piu' marcata solo sul fedele Brad, batterista inseparabile, superstite di svariati cambi di formazione tra le band del genio della North Carolina. Per l'occasione un mini drum-set. A 10 metri era impossibile vedere piu' di sfumate silouette sul palco, con un background di svogliate luci blu e rosse. Tutti seduti, rilassati, e una acustica da paura nel bellissimo teatro che mantiene se non altro viva una downtown altrimenti deserta nella capitale originale dello stato di New York. Il concerto non e' stato lungo, piu' o meno 80 minuti, ma decisamente soddisfacente. Le canzoni tratte da '29' in particolare hanno subito un trattamento sublime. Starlite Diner, Carolina Rain, e Blue Sky Blue se possibile ancora piu' bella del solito. La voce di Ryan perfetta, dolce e sofferta, adattissima all'occasione. Grande sorpresa alla seconda canzone, dopo l'apertura con 'Goodnight Rose', che da il via anche a 'Easy Tiger', per 'Wildflowers' tratta dall'ormai sotto-suonato 'Gold'. E cosa dire di 'Goodnight Hollywood Boulevard', dallo stesso disco, che ha preceduto una cover di 'Down In A Hole' degli Alice in Chains che ha alzato il volume al picco piu' alto della serata.
'Sweet Illusion' ad aprire i bis viene abortita dopo un mancato attacco ma lascia spazio ad un'altra canzone pescata dalle decine di gemme scritte da Ryan Adams (classe 1974), 'How Do You Keep Love Alive'. E per chiudere, con una extended jam centrale, molto jazzata, 'Magnolia Mountain' che, elettrica o no, a quanto pare non puo' mancare da ogni scaletta.
E' strano ritrovarsi fuori da un teatro alle 9:30 di sera, ma perfetto visti i 90 minuti di strada che mi aspettavano al termine del concerto e la sveglia alle 5 di mattina il giorno dopo per l'ennesimo viaggio di lavoro (saluti da Rochester, NY)
Andare ad un concerto di Ryan Adams e' sempre rischioso, questa volta e' andata decisamente bene.
Easy, Tiger.....
Friday, May 18, 2007
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