Wednesday, February 06, 2008

A Long Way From Heaven

Michael McDermott Live

Maxwells, Hoboken, NJ 1/30/08 + Arlene's Grocery, NYC 1/31/08



Alla fine di '20 Miles South Of Nowhere', che ha concluso il set di 8 canzoni di Michael McDermott a NY, il segugio si e' avvicinata a me cercando di nascondere le lacrime agli occhi.

Devo essere sincero, ero molto soddisfatto. Contento perche' capivo esattamente da dove venivano, come a rilasciare emozioni troppo grosse per essere racchiuse. Del resto le storie che racconta il cantautore di Chicago non sono delle piu' felici e, cosa ancora piu' sfortunata, sono vere. Come quindi non emozionarsi di fronte ad un artista che si mette a nudo e che nell'arco di 2 serate ci racconta di amori falliti, dipendenza, crisi mistiche ed esistenziali varie. Un artista fragile, ancora alla ricerca di se stesso o di qualcosa che non trovera' mai fino a quando non fara' pace con se stesso.

I dubbi e le paure che il ragazzo di 'A Wall I Must Climb' (1991) cerca di superare sono le stesse che si ritrovano nell'ultimo 'Noise From Words' (2007) ma c'e' una amarezza in piu', segnata da anni di sconfitte, personali e professionali.

In 'Mess Of Things' il cantante cede ancora alla tentazione della droga, in 'Still Ain't Over You Yet' c'e' tanta di quella malinconia per una relazione finita male (5 anni, dopo i quali Michael ha riconsegnato l'anello di fidanzamento al banco dei pegni) da far piangere anche le pietre, in 'A Kind Of Love Song' l'autore dubita addirittura la sua capacita' di scrivere degne canzoni d'amore per la persona che l'ha lasciato (i miei versi preferiti 'I wish I could write you the kind of love song that a better writer than I could pen'). Tanto per parlare solo delle canzoni tratte dall'ultimo disco che ha suonato a NY.

La sera precedente, ad Hoboken, era la prima volta che lo vedevo dal vivo. Eileen Rose, che ha aperto per Michael, mi ha assicurato mi sarebbe piaciuto e si e' detta un po' intimidita dal fatto che in Europa sara' lui ad aprire per lei (che pero' avra' la band al seguito). 'E' troppo bravo', mi ha detto. E aveva ragione. Anche se ho passato la maggior parte degli ultimi 10 e piu' anni indifferente al lavoro di Michael McDermott in studio dopo la personale delusione dei 2 dischi che hanno seguito il fenomenale esordio di '620 W. Surf', il setting acustico ne esalta le doti di cantautore decisamente prolifico. E che canzoni sa scrivere. Alla gia' citata '20 Miles South Of Nowhere', forse la canzone piu' 'epica' di tutta la sua discografia (ovvero la sua 'Born To Run'), aggiungete 'Wounded', 'Arm Yourself' con il solito intro di 'In My Time Of Dying', 'Murder on Her Lips', preceduta da una storia su come, ubriaco a New Orleans, avesse acconsentito ad uccidere il compagno, che abusava di lei, di una ragazza con la quale ha avuto un flirt in quei giorni ('She has love in her eyes, and Murder on her lips'), e 'Junkie Girl', storia invece di una relazione con una eroinomane che Michael ha recentemente incontrato a Los Angeles (pensava fosse morta), e ora fidanzata di una star porno ('e' salita di un gradino' ha scherzato).

Eileen Rose e Michael McDermott saranno in tour in Italia dal 19 al 25 Aprile (il 19 a Seveso, praticamente se fossi in Italia potrei andarci a piedi), maggiori informazioni non appena disponibili su Pomodori Music e Rootshighway.

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