Thursday, June 29, 2006
Ryan fucking rocks Adams e il Folk di Springsteen
La scorsa settimana e' successo qualcosa di clamoroso: ho SCELTO di non andare ad un concerto di Bruce Springsteen. Ad 1 ora da casa, per di piu', con un biglietto in 7a fila centrale che e' fortunatamente andato a buon uso del segugio. Partite dal presupposto che dalla pre-adolescenza non passa giorno senza che Bruce entri nella mia vita, che sono molto in alto in queste statistiche , e vi renderete conto che non e' cosa normale. Andare ad un concerto di Springsteen e' una cosa che si doveva fare, sempre. Motivo di emozione e gioia, serate memorabili senza che ci fosse nulla al mondo che si potesse nemmeno avvicinare alla totalita' della esperienza dello show dal vivo. Vacanze organizzate secondo il tour schedule, perenni dubbi sulla mia stabilita' mentale, sempre sorpassati dalla consapevolezza che per la mia passione musicale Bruce era il meglio che potessi avere, in quelle 3 ore . E sapete la cosa piu' bella ? non me ne sono pentito, neanche un po'. Non perche' lo show non mi piaccia, Milano mi ha completamente folgorato e rientra sicuramente nei miei top 10, ma gia' al secondo incontro con Bruce e la Seeger Session Band mi sono accorto di non esserci, completamente. L'eccellenza della performance non cancella il fatto che, emotivamente, questo show e' diverso da qualsiasi altra cosa abbia fatto Bruce in passato. Il mio 'problema' non e' infatti con la direzione musicale dello show. Ben vengano i fiati (e speriamo se li porti a fare da 'polmoni' per Clarence nel prossimo tour con la E Street Band), ben venga la varieta' di musicisti sul palco e il clima festoso dell'esibizione. Il fatto e' che queste non sono canzoni di Bruce; sono canzoni tradizionali Americane con le quali io non sono cresciuto, che posso comprendere, ma che non mi coinvolgeranno mai come 'Backstreets'. Ci sono la voce e la chitarra di Bruce, ma non c'e' la sua penna. Terry fa parte della mia crescita, John Henry no. E' mancato il legame emotivo, mentre e' rimasta intatta l'ammirazione per lo showman e performer. Ma c'e' anche un altro motivo per il quale mi son detto non valesse la pena affrontare la pioggia torrenziale di quel sabato 24 Giugno: David Ryan 'punctuality and details' Adams, come si e' ironicamente ribattezzato dal palco della Bowery Ballroom. Nelle prime ore di Sabato infatti Ryan e i Cardinals hanno suonato un 'secret' show, ribattezzati come 'Cold Roses, Inc.', nel locale del Lower East Side di Manhattan dove un cartello ci informa che 'la presenza superiore a 498 persone e' illegale, pericolosa e insicura'. Sembravano meno, a dire il vero. E li c'era tutto. L'atmosfera di un 'evento', di essere partecipi di qualcosa di speciale, che inizia quasi alle 2 di notte, la voce e le canzoni bellissime di questo incredibile genio, la spontaneita' e, cosa non meno importante, le chitarre elettriche ! a pala ! Non avrei voluto essere altrove, e conoscete il feeling. Bello, bello, bello. Come la coda di "Cherry Lane" (sono un amante delle code delle canzoni, "Layla" di Eric Clapton ? grande, o , per rimanere in tema, Thunder Road ?) che sorprende i fan nella 'world premiere', che perde pero' di importanza in uno show dove l'importante e' suonare, non prendere nota di nuove, piccole variazioni. Tornare a casa alle 5:15 di mattina, dopo che Jesse Malin ti ha servito da bere. Dopo un grande concerto e un brindisi allo stesso, e a 'many more'. No, no, avevo bisogno di lasciare che il tutto rimanesse con me per ancora un po' di tempo, prima di buttarmi in qualcos'altro di drasticamente diverso. E sono sicuro ne conservero' un caro ricordo ancora per molti anni.
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