
Counting Crows, Town Hall, NYC, September 18th 2007
C'e' parecchia eccitazione nell'area. Gli occhi degli spettatori sembrano dire 'sono felice'. I sorrisi e le parole scambiate nervosamente mentre si attende l'inizio dello show tradiscono la coolness della tipica NYC crowd. Ragazzi e ragazze la cui eta' media non supera i 30 anni, per il 95% tutti membri del fan club dei Counting Crows che e' riuscito ad accaparrarsi la quasi totalita' dei 1495 tagliandi a disposizione. Tutti sanno che se va tutto bene, sara' una serata memorabile.
Io smetto di controllare l'ora mentre lo show e' gia' in ritardo di 20 minuti. Tutto pero' sembra essere pronto e cosi......si spengono le luci.....'Lean on Me' suona sugli speakers, e i Counting Crows, l'unica band che per la quale posso dire ''io c'ero', dall'inizio della carriera a tutti i successivi tour, sale sul palco. E poi inizia il sogno. La chitarra di David Bryson attacca il celebre riff di 'Round Here' che da il via alle celebrazioni per la pubblicazione della versione deluxe di 'August And Everything After', l'album di debutto della band, e il mostro che ha provato a mangiarseli.
Da sconosciuti bar band di San Francisco, a 7 milioni di dischi venduti nei soli Stati Uniti. Uno di quei miracoli del mondo discografico dove quantita' corrisponde a qualita'.
Famosi per inserire riferimenti o accenni all'interno delle proprie canzoni dal vivo, e a espanderle, arriva 'Raining in Baltimore' nella sua interezza e malinconia che, se possibile, aumenta l'impatto emotivo della canzone di apertura. E quando a seguire e' 'Omaha' il programma e' chiaro, e confermato. L'intero disco sara' suonato, dall'inizio alla fine.
Adam e' di buon umore, la serata e' perfetta, ci fa cantare il ritornello, e' felice. Durante 'Mr.Jones', la canzone che li ha consegnati alle masse, e che descrive il desiderio di diventare famosi, 'Bob Dylan', e di poter vedere se stessi in televisione, si e' tutti finalmente in piedi.
Adam ringrazia e saluta, ricorda le sessions del primo disco, e introduce la sua canzone preferita, 'Perfect Blue Buildings', mentre sullo sfondo i led luminosi riproducono lo skyline di Lower Manhattan, torri comprese. L'accenno a 'Sometimes It Snows In April' di Prince e' incredibile.Ci sono telecamere a riprendere l'evento, e tutto procede cosi stupendamente bene che non ci sono dubbi sul fatto che il prodotto finito vedra' la luce del sole.
Io smetto di controllare l'ora mentre lo show e' gia' in ritardo di 20 minuti. Tutto pero' sembra essere pronto e cosi......si spengono le luci.....'Lean on Me' suona sugli speakers, e i Counting Crows, l'unica band che per la quale posso dire ''io c'ero', dall'inizio della carriera a tutti i successivi tour, sale sul palco. E poi inizia il sogno. La chitarra di David Bryson attacca il celebre riff di 'Round Here' che da il via alle celebrazioni per la pubblicazione della versione deluxe di 'August And Everything After', l'album di debutto della band, e il mostro che ha provato a mangiarseli.
Da sconosciuti bar band di San Francisco, a 7 milioni di dischi venduti nei soli Stati Uniti. Uno di quei miracoli del mondo discografico dove quantita' corrisponde a qualita'.
Famosi per inserire riferimenti o accenni all'interno delle proprie canzoni dal vivo, e a espanderle, arriva 'Raining in Baltimore' nella sua interezza e malinconia che, se possibile, aumenta l'impatto emotivo della canzone di apertura. E quando a seguire e' 'Omaha' il programma e' chiaro, e confermato. L'intero disco sara' suonato, dall'inizio alla fine.
Adam e' di buon umore, la serata e' perfetta, ci fa cantare il ritornello, e' felice. Durante 'Mr.Jones', la canzone che li ha consegnati alle masse, e che descrive il desiderio di diventare famosi, 'Bob Dylan', e di poter vedere se stessi in televisione, si e' tutti finalmente in piedi.
Adam ringrazia e saluta, ricorda le sessions del primo disco, e introduce la sua canzone preferita, 'Perfect Blue Buildings', mentre sullo sfondo i led luminosi riproducono lo skyline di Lower Manhattan, torri comprese. L'accenno a 'Sometimes It Snows In April' di Prince e' incredibile.Ci sono telecamere a riprendere l'evento, e tutto procede cosi stupendamente bene che non ci sono dubbi sul fatto che il prodotto finito vedra' la luce del sole.
Seduto davanti a noi, un genitore sui 40 anni e' particolarmente emotivo, e cosi mentre i miei occhi luccicano per una versione come al solito incredibile di 'Anna Begins', lui affonda la testa nelle mani, poco sopra le ginocchia, per tutta la canzone. Di fianco a lui un ragazzino di circa 12 anni, che ogni tanto abbraccia. 'I'm not ready for these sort of things' e' il verso che rappresenta 'Anna Begins', un brano sull'impossibilita' di un amore duraturo, o al quale e' possibile dedicarsi. E cosi mi immagino che quel ragazzo sia il risultato proprio di quel tipo di relazione, l'eta' e' quasi giusta, e per il padre il felice incontro con l'eta' 'adulta', fatta di responsabilita' e sacrifici e gioie fino ad allora sconosciute.
'Time and Time Again' mi da il tempo per ricompormi e poi di nuovo tutti a ballare per 'Rain King', che contiene per intero una riuscitissima versione di 'Thunder Road' che non sono l'unico a cantare parola per parola. I 'Bruuuuuuuuce' si sprecano alla fine della canzone e il mio cervello pensa brevemente all'inizio imminente del tour e ai concerti di Asbury della prossima settimana, ma questa sera non vorrei essere da nessun altra parte al mondo. Nessuna, tanto e' tutto perfetto. 'Sullivan Street' contiene un bellissimo intermezzo di 'Runaway' dove, come al solito, l'attenzione e' rivolta sulla difficolta' di una relazione amorosa (Does she want to run away ?).
Quando la band suona 'Ghost Train' non posso far altro che realizzare che tra poco il teatro espodera' nuovamente per 'A Murder Of One', la perfetta canzone di chiusura del disco, e del set.
Potente ed estesa nel finale con l'inclusione di 'Doris Day' della band Sordid Humor (dei quali anche 'Private Archipelago' e' stata accennata in 'Round Here'), da sempre una delle 'tag' preferite dei Counting Crows. Come al solito tocca al pubblico urlare il nome della band quando viene menzionato nel testo ('as you stood there COUNTING CROWS!!) e a contare i 'corvi' con le dita delle mani....: one for sorrow, two for joy, three for girls, four for boys, five for silver, six for gold, seven for a secret never to be told. E anche questa sera il rituale e' stato consumato.
Ora, e' chiaro che emotivamente non c'e' modo di poter andare oltre quello al quale si e' appena assistito, cosi per i bis i Counting Crows scelgono di suonare 5 nuovi brani. Scelta azzeccata/obbligata anche il previsione dell'uscita del DVD che, immagino, andra' in vendita con l'inizio del prossimo tour nella primavera del 2008. Come si sa' il nuovo disco, in uscita a Novembre, sara' composto da una prima parte, 'Saturday Night', con suoni decisamente elettrici, che parlera' di 'peccati e follia' e da una seconda parte, quasi acustica, 'Sunday Mornings', che fara' i conti con le conseguenze della 'sera precedente'. La band alterna 3 brani dal 'sabato sera', la bellissima 'Cowboys', la meno riuscita 'Hanging Tree' e l'ottima 'Come Around' a 2 della 'domenica mattina', 'Washington Square' e l'impressionante 'I Dreamed Of Michelangelo' che Adam dice di essere riuscito finalmente a terminare dopo 10 anni di gestazione (il titolo della canzone, e l'idea in generale, appare gia' in 'Angels Of The Silences' tratta dal secondo disco dei Counting Crows).
Il gruppo lascia ancora il palco mentre vengono aggiunti 3 microfoni e da qui in poi la band 'cazzeggia', nel senso buono della parola, con i Low Star, personalmente non impressionanti e gia' visti al tributo a Springsteen della Carnegie Hall, e il cantante, immagino, dei Dashboard Confessionals. Gli ospiti servono pero' a creare deliziose armonie sull'acustica 'Angels Of The Silences' nella stessa versione del VH1 Storyteller, publicato su 'Across The Wire', e a dare un atmosfera di intimita' e amicizia per set finale, fondamentalmente 'unplugged', della serata.
'Meet On The Ledge' dei Fairport Convention, 'Ballad Of El Goodo', la canzone preferita della band preferita di Adam Duritz, Big Star, e la finale, celebrativa 'You Ain't Going Nowhere' del maestro, Bob Dylan.
La serata e' finita, dagli speakers parte 'California Dreaming', Adam Duritz si ferma per un attimo sul palco a guidare il coro del pubblico sulla celeberrima canzone dei Mamas & Papas, e saluta con un arrivederci al prossimo anno.
Finalmente i Counting Crows sono tornati, i demoni affrontati, raccontati, sconfitti e attraversare la luccicante Times Square e' come essere svegliati da un sogno.
Photo taken from here
3 comments:
bel blog, congrats! ma tu vivi a new york?
ciao Paolo, si abito nella zona.
Mi piacerebbe lavorare sull'archivio di questo blog, prima a poi ci metto mano.
Ormai ci sono troppi post.
Per l'autunno ho idea che l'altro blog prendera' la maggior parte del tempo.
grazie per la visita, a presto!
ho appena ricevuto August and... versione de luxe.. ho avuto sempre un rapporto conflittuale con qs band, ma finalmente qs disco mi è entrato nel sangue, forse perché per la prima volta ho ascoltato seriamente le lyrics... gran disco, grande storia behind...
Post a Comment